
Avevo promesso di parlarvi anche di ossidiana, ieri sera mi sono dedicata alla fiocco di neve e stasera voglio parlarvi di quella argentata condividendo con voi sempre una mia esperienza personale. Faccio presente che non sono mai stata particolamente amante delle ossidiane, almeno per lavorare su me stessa, eppure, alcuni mesi fa’, nel corso di un lavoro di gruppo con le allieve, mi chiamo’ proprio lei..consapevole che quella argentata aiuti a specchiarsi nelle paure del femminile e nel radicamento, accolsi il suo richiamo. Tutt’ora sono stupita della sensazione che il suo argento ha trascinato all’interno di me, lasciando esplodere un femminile intriso di freschezza, leggerezza e nel contempo di potere. Come se due energie totalmente differenti, una dirompente, e l’altra calma ed accogliente si fossero fuse armonicamente insieme per espandere percezioni, connessione con gli elementi, femminilita’ e dolcezza. In effetti, il nero, nell’antichita’ era il colore femminile per eccellenza che identificava la sacerdotessa, la veggente, la strega, la dea. Ovviamente ho deciso di tenerla con me per un po’, almeno nei giorni succesivi, e notai che seppe alleggerirmi e permettermi d’esser piu’ ricettiva nei confronti di sensazioni e accadimenti che altrimenti avrei rischiato di non integrare adeguatamente.
Monya
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